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Piazza del Popolo

 

La piazza, di forma rettangolare, è una delle più scenografiche d'Italia. E' limitata su uno dei lati minori dal Tempio di San Francesco, verso Ovest dal Palazzo dei Capitani del Popolo e ad Est dal loggiato e deve la sua attuale sistemazione ad un progetto unitario del 1500. Piazza del Popolo era già così chiamata nel 1200. Ritenuta la possibile sede dell'antico foro romano, successivamente piazza medioevale, centro civico, religioso e commerciale, su ritenuta insufficiente ad ospitare le grandi assemblee pubbliche. Pertanto, nella seconda metà del Trecento, si decise di abbattere gli isolati di casupole e le botteghe artigiane che la separavano dalla chiesa di San Francesco.

PORTICI DI PIAZZA DEL POPOLO (sec. XVI)
Il portico, costituito da cinquanta colonne, fu costruito tra il 1507 ed il 1509, su probabile progetto e realizzazione di M°Bernardino di Pietro da Carona. L’ampiezza degli archi non è uniforme in quanto era regolata dall'ampiezza delle proprietà retrostanti. La funzione dei porticati era, infatti, quella di nascondere ed unificare gli edifici minori preesistenti. Al di sopra dei portici si aprono finestre uniformi e lunette lavorate, con coronamento di merli ghibellini.

LOGGIA DEI MERCANTI (sec. XVI)
Fu edificata nel Cinquecento dalla potente Corporazione della lana, che qui esponeva le proprie merci. Il disegno, tradizionalmente attribuito a Cola dell'Amatrice, deve la sua realizzazione a M° Bernardino di Pietro da Carona e Francesco Rubei. La loggia ha colonne che poggiano su alti dadi per dare più slancio alla costruzione. Sotto il loggiato, murata alla parete, si trova una lastra di travertino che riporta le misure di tutti i tipi di laterizi prescritte nel 1569.

CHIESA DI SAN FRANCESCO (sec. XIII-XIV)
La costruzione fu iniziata nel 1258, il corpo principale venne consacrato nel 1371. Le sue torri esagonali sono del Quattrocento, mentre le volte a crociera e la cupola risalgono alla metà del XVI secolo. La facciata principale presenta tre portali, quello centrale finemente decorato presenta colonnine costruite con pezzi interi di travertino. Sulla sommità dell'arco c’è l'agnello simbolo dei lanari ascolani che contribuirono alle spese per la costruzione del tempio. Sul portale laterale venne aggiunto nel XVI secolo il monumento a Papa Giulio II. L'interno sviluppa una pianta rettangolare a croce latina divisa in tre navate. Le volte a crociera delle navate furono costruite nel sec. XVI. La zona presbiteriale è composta da tre absidi. I finestroni delle pareti sono riccamente decorati in stile gotico, mentre le vetrate sono lavori di scuola contemporanea. Il pulpito in travertino è opera seicentesca di Antonio Giosafatti. Nella sagrestia sono presenti dipinti di Cola dell'Amatrice, Biagio Miniera e Nicola Monti.

EDICOLA DI LAZZARO MORELLI (sec. XVII)
L'edicola barocca venne costruita nel 1639 da Lazzaro Morelli su incarico del Governatore Gerolamo Codebò, che volle dedicarla alla Madonna di Reggio. La trabeazione è sormontata da un timpano classico, dentro il quale figura un puttino incorniciato da un festone di frutta. Un artistico cancelletto in ferro serviva a proteggere l'antica icona della Madonna, ora sostituita da una terracotta di Emidio Paci.

PALAZZO DEI CAPITANI DEL POPOLO (sec. XIII - XVI)
Il palazzo fu inizialmente residenza del Capitano del Popolo, poi del Consiglio degli Anziani, per un breve periodo anche del Podestà ed infine dei Governatori Pontifici. Nella sua massiccia struttura rivela le tracce di diverse epoche. Dal secolo XIII, epoca della fusione di tre edifici medioevali e di una torre gentilizia, riadattata a campanile, si sono susseguite nel tempo molte trasformazioni. Della struttura Duecentesca restano le due logge a piano terra, le loggette al primo piano inizialmente ad unica luce, mentre in alto, sotto il cornicione, sette archi e la torre. Nella seconda metà del Quattrocento il fabbricato venne allungato. Nel 1520 fu dato incarico a Cola d'Amatrice di sistemare la controfacciata del palazzo. Nel 1535, dopo un furioso incendio, il palazzo venne radicalmente ristrutturato. I lavori riguardarono anche il cortile interno, incorniciato da tre ordini di logge. Nel 1549 fu realizzato il portale e, nella parte superiore, venne inserito il monumento a Papa Paolo III Farnese. Durante i lavori di restauro del 1987 è stata messa in luce un'area visitabile con pavimentazione romana e strutture medioevali.

CAFFE' MELETTI
Il Caffè Meletti è uno dei 150 caffè storici italiani. La facciata del palazzo si integra nel contesto urbanistico della piazza con portico ad arcate e finestre rinascimentali. Alla fine dell'Ottocento, la palazzina venne edificata per essere adibita a sede delle Poste e Telegrafi. Di questo resta testimonianza negli affreschi del sottoportico che alludono alle funzioni postali. Nel 1903 l'edificio fu acquistato dalla famiglia Meletti che diede incarico all'ingegnere Enrico Cesari di trasformarlo in luogo di ritrovo, sopraelevando la palazzina di un piano con terrazzo. Il Caffè, nel suo interno, è in stile liberty negli arredi, nelle grandi specchiere e nelle decorazioni dei soffitti. Nel 1996 è stato acquistato dalla Fondazione Carisap ed in seguito riaperto nel 1998 dopo un accurato restauro.