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Posto nella centralissima Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, è dal 1907 punto di riferimento e patrimonio della città ed uno dei luoghi più visitati da appassionati e turisti.

Eventi al Meletti

Corso di Cucina al Caffè Meletti – 5° Edizione

17 ottobre @ 19:00 - 23:00
|Evento ricorrente (vedi tutto)
Tutti i martedì dal 10 ottobre 2017 dalle 19:00 alle 23:00 presso il Caffè Meletti di Ascoli Piceno

WONDER QUARTET

20 ottobre @ 19:30 - 23:30

Corso di Cucina al Caffè Meletti – 5° Edizione

24 ottobre @ 19:00 - 23:00
|Evento ricorrente (vedi tutto)
Tutti i martedì dal 10 ottobre 2017 dalle 19:00 alle 23:00 presso il Caffè Meletti di Ascoli Piceno

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La Storia

Istituzione e salotto delle idee, per anni fu sede del “Senato”, sodalizio dei notabili della città. Rara espressione del Liberty nelle Marche, con decorazioni floreali e arredi originali perfetti. Re Vittorio Emanuele fece visita nel 1908 e 1910 per acquistare l’Anisetta Meletti e lo decretò “Fornitore della Real Casa”. Mascagni avrebbe iniziato qui a scrivere l’opera “Lodoletta”. Guttuso, alla fine della Seconda Guerra, vi progettò la rivista “L’Orsa Maggiore”. Sono passati Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre, Hemingway e Trilussa che, goloso dell’Anisetta Meletti, scrisse “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”.
Ubicato nella centralissima piazza del Popolo, accanto al Palazzo dei Capitani, è stato inaugurato la sera del 18 maggio 1907 per volontà di Silvio Meletti, l’industriale di liquori noto per la produzione dell’Anisetta Meletti, che due anni prima aveva rilevato la palazzina realizzata tra il 1881 e il 1884 per ospitare gli uffici della Posta e del Telegrafo.

Grazie all’opera dell’ingegner Enrico Cesari e del pittore decoratore Pio Nardini, nasce così un elegante bar in stile liberty caratterizzato dalla ricchezza degli arredi, dallo splendore degli ornamenti e dalla raffinatezza delle pitture che ancora oggi contribuiscono a rendere unica l’atmosfera del Caffè Meletti.

Per “la coerenza che lo lega alle strutture in un tutto inscindibile, per l’unitarietà, essendo rimasto, salvo qualche piccola variante, nello stato originario, per l’eleganza delle linee e del decoro che ne fanno un raro documento di stile liberty nella regione marchigiana, e perché luogo preferenziale di incontro socio-culturale che ha rivestito in passato e che oggi continua a mantenere, tanto da essere soprannominato il Senato”, il Caffè Meletti nel 1981 è stato dichiarato dal Ministero dei beni culturali e ambientali ‘Locale di interesse storico e artistico’.

Dopo una chiusura che ne ha messo a rischio la continuità, nel 1996 il Caffè Meletti viene acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno che lo restituisce alla città nel 1998 dopo un’attenta opera di restauro conservativo. I successivi adeguamenti strutturali e tecnologici conclusi nel novembre del 2011 hanno riportato il bar e il ristorante al prestigio e al fascino di un tempo.

Architettura

L’architettura del Caffè Meletti è affascinante quanto la sua storia. La palazzina che ospita il Caffè è, nella propria linearità, un elemento che si inserisce con grande eleganza nello scenario cinquecentesco di Piazza del Popolo, apportando anche un delicato tocco di colore con la sua intonacatura rosa antico.

Su pianta trapezoidale, la facciata principale, di stile tipicamente neoclassico, è suddivisa in tre fasce orizzontali, demarcate da cornici sagomate, corrispondenti ai tre piani dell’edificio. Al piano terra le quattro vetrine e l’ingresso sono protette da un portico a cinque arcate con volte affrescate dal pittore ascolano Giovanni Picca nel 1883 con affreschi sul tema “Emblemi allusivi delle funzioni postali”; poco sopra la cornice marcapiano sorregge una fila di cinque finestre sormontate da altrettante lunette a tutto sesto (piano nobile) e infine una cornice dentellata funge da basamento per la balaustrata che delimita l’ampia terrazza (ultimo piano). Nel 1906 gli affreschi furono intonacati e solo il restauro del 1998 ha riportato alla luce l’intera opera.

L’interno del locale ricalca l’impostazione tipica di un caffè ottocentesco in stile liberty ed è organizzato in uno spazio per la consumazione in piedi, uno spazio ampio per la consumazione a sedere e uno per la pasticceria. L’inimitabile atmosfera è protetta da ogni dettaglio di stile e arredamento. Dagli affreschi del soffitto, opera del pittore ascolano Pio Nardini alle appliques e ai lampadari in ottone lavorato con bulbi in vetro smerigliato fino ai divani rivestiti di morbido velluto verde muschiato, ai tavolini rotondi con piano di marmo bianco di Carrara su base in ghisa fusa lavorata, altri dipinti dall’artista milanese Giuseppe Moneta, alle sedie di tipo Thonet con impagliatura di Vienna, alle colonne in ghisa con il capitello fruttato e alla caratteristica scala a chiocciola in legno intagliato. Gli ultimi interventi di restauro hanno lavorato sulla profondità, aprendo l’ingresso da via del Trivio, sulla funzionalità del banco bar e sull’illuminazione grazie a ai lampadari in vetro di murano.

Le consumazioni al Caffè Meletti contribuiscono alle attività sociali del Terzo Settore della nostra comunità

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Il Caffè

Il Caffè Meletti è il luogo ideale dove trascorrere ogni momento della giornata in un ambiente ricco di storia, fascino ed eleganza. Al Caffè la giornata inizia con la proposta delle migliori tradizioni di pasticcera artigianale offerte dalle eccellenze del territorio.

Per la pausa pranzo ecco il menu soft lunch in alternativa ai piatti della tradizione da gustare, in estate, direttamente in Piazza del Popolo oppure, durante l’inverno, nella sala ristorante del primo e del secondo piano con incantevole vista sul cuore pulsante della città di Ascoli Piceno.

Il pomeriggio è il momento ideale per il gelato bio prodotto nei laboratori del Caffè, o per sorseggiare un tè con la biscotteria dei forni locali.

Ogni momento della giornata, poi, è giusto per accompagnare i cocktail dei barman del Caffè con le deliziose olive ripiene ascolane di produzione propria, secondo l’antica ricetta originale.

Infine, la cena in sala o all’aperto (d’estate è possibile cenare anche in terrazza), con i piatti dello Chef marchigiano Roberto Di Sante e la ricca selezione di cantine locali.

Ristorante

Il ristorante gourmet del Caffè, riaperto nella primavera del 2013, è affidato al giovane Chef marchigiano Roberto Di Sante che, a seconda delle stagioni, propone un rinnovamento creativo dei piatti della solida tradizione locale, attraverso l’uso di materie prime freschissime e selezionate: l’uovo con tartufo e sale nero di carbone, la zuppetta di ceci sultano con anice stellato, i maccheroncini di Campofilone agli asparagi selvatici, le tagliatelle con guanciale, fave e piselli, il baccalà, il maialino da latte su letto di Anisetta, la brace, il fritto misto all’ascolana.

Il ristorante, grazie anche alla qualità del servizio, è scelto in occasione di cerimonie ed eventi, ed è aperto tutti i giorni a pranzo e a cena, ad eccezione della domenica sera e del lunedì. La sua vista dalla terrazza che si rivolge verso la splendida Piazza del Popolo, nel cuore del centro storico di Ascoli Piceno, accompagna i commensali durante i pasti e regala loro un’emozione che rende unico il tempo trascorso nel locale.

Il servizio di ristorazione al Caffè Meletti è sempre attivo tranne il lunedì e nelle sere di martedì e domenica.

Per prenotazioni direzionecommerciale@caffemeletti.it

Meeting

Il Caffè dispone, al secondo piano della storica palazzina, di una accogliente sala meeting che può ospitare 25 persone, dotata di schermo, proiettore, connessione wi fi e lavagna a fogli mobili, e offre la possibilità di organizzare aperitivi, pranzi di lavoro e cene di gala allestiti in spazi esclusivi e riservati, con affaccio su Piazza del Popolo.

Per prenotazioni direzionecommerciale@caffemeletti.it

Contatti

Dove Siamo

Caffè Meletti
Piazza del Popolo, 2
63100 Ascoli Piceno
ITALY

GPS:
42° 51′ 15.584″ N
13° 34′ 30.706″ E

Contatti

T: +39 0736 255559
F: +39 0736 257023
PRENOTAZIONI: direzionecommerciale@caffemeletti.it

Piazza del Popolo

La piazza, di forma rettangolare, è una delle più scenografiche d’Italia. E’ limitata su uno dei lati minori dal Tempio di San Francesco, verso Ovest dal Palazzo dei Capitani del Popolo e ad Est dal loggiato e deve la sua attuale sistemazione ad un progetto unitario del 1500. Piazza del Popolo era già così chiamata nel 1200. Ritenuta la possibile sede dell’antico foro romano, successivamente piazza medioevale, centro civico, religioso e commerciale, su ritenuta insufficiente ad ospitare le grandi assemblee pubbliche. Pertanto, nella seconda metà del Trecento, si decise di abbattere gli isolati di casupole e le botteghe artigiane che la separavano dalla chiesa di San Francesco.


PORTICI DI PIAZZA DEL POPOLO (sec. XVI)
Il portico, costituito da cinquanta colonne, fu costruito tra il 1507 ed il 1509, su probabile progetto e realizzazione di M°Bernardino di Pietro da Carona. L’ampiezza degli archi non è uniforme in quanto era regolata dall’ampiezza delle proprietà retrostanti. La funzione dei porticati era, infatti, quella di nascondere ed unificare gli edifici minori preesistenti. Al di sopra dei portici si aprono finestre uniformi e lunette lavorate, con coronamento di merli ghibellini.

LOGGIA DEI MERCANTI (sec. XVI)
Fu edificata nel Cinquecento dalla potente Corporazione della lana, che qui esponeva le proprie merci. Il disegno, tradizionalmente attribuito a Cola dell’Amatrice, deve la sua realizzazione a M° Bernardino di Pietro da Carona e Francesco Rubei. La loggia ha colonne che poggiano su alti dadi per dare più slancio alla costruzione. Sotto il loggiato, murata alla parete, si trova una lastra di travertino che riporta le misure di tutti i tipi di laterizi prescritte nel 1569.

CHIESA DI SAN FRANCESCO (sec. XIII-XIV)
La costruzione fu iniziata nel 1258, il corpo principale venne consacrato nel 1371. Le sue torri esagonali sono del Quattrocento, mentre le volte a crociera e la cupola risalgono alla metà del XVI secolo. La facciata principale presenta tre portali, quello centrale finemente decorato presenta colonnine costruite con pezzi interi di travertino. Sulla sommità dell’arco c’è l’agnello simbolo dei lanari ascolani che contribuirono alle spese per la costruzione del tempio. Sul portale laterale venne aggiunto nel XVI secolo il monumento a Papa Giulio II. L’interno sviluppa una pianta rettangolare a croce latina divisa in tre navate. Le volte a crociera delle navate furono costruite nel sec. XVI. La zona presbiteriale è composta da tre absidi. I finestroni delle pareti sono riccamente decorati in stile gotico, mentre le vetrate sono lavori di scuola contemporanea. Il pulpito in travertino è opera seicentesca di Antonio Giosafatti. Nella sagrestia sono presenti dipinti di Cola dell’Amatrice, Biagio Miniera e Nicola Monti.

EDICOLA DI LAZZARO MORELLI (sec. XVII)
L’edicola barocca venne costruita nel 1639 da Lazzaro Morelli su incarico del Governatore Gerolamo Codebò, che volle dedicarla alla Madonna di Reggio. La trabeazione è sormontata da un timpano classico, dentro il quale figura un puttino incorniciato da un festone di frutta. Un artistico cancelletto in ferro serviva a proteggere l’antica icona della Madonna, ora sostituita da una terracotta di Emidio Paci.

PALAZZO DEI CAPITANI DEL POPOLO (sec. XIII – XVI)
Il palazzo fu inizialmente residenza del Capitano del Popolo, poi del Consiglio degli Anziani, per un breve periodo anche del Podestà ed infine dei Governatori Pontifici. Nella sua massiccia struttura rivela le tracce di diverse epoche. Dal secolo XIII, epoca della fusione di tre edifici medioevali e di una torre gentilizia, riadattata a campanile, si sono susseguite nel tempo molte trasformazioni. Della struttura Duecentesca restano le due logge a piano terra, le loggette al primo piano inizialmente ad unica luce, mentre in alto, sotto il cornicione, sette archi e la torre. Nella seconda metà del Quattrocento il fabbricato venne allungato. Nel 1520 fu dato incarico a Cola d’Amatrice di sistemare la controfacciata del palazzo. Nel 1535, dopo un furioso incendio, il palazzo venne radicalmente ristrutturato. I lavori riguardarono anche il cortile interno, incorniciato da tre ordini di logge. Nel 1549 fu realizzato il portale e, nella parte superiore, venne inserito il monumento a Papa Paolo III Farnese. Durante i lavori di restauro del 1987 è stata messa in luce un’area visitabile con pavimentazione romana e strutture medioevali.

CAFFE’ MELETTI
Il Caffè Meletti è uno dei 150 caffè storici italiani. La facciata del palazzo si integra nel contesto urbanistico della piazza con portico ad arcate e finestre rinascimentali. Alla fine dell’Ottocento, la palazzina venne edificata per essere adibita a sede delle Poste e Telegrafi. Di questo resta testimonianza negli affreschi del sottoportico che alludono alle funzioni postali. Nel 1903 l’edificio fu acquistato dalla famiglia Meletti che diede incarico all’ingegnere Enrico Cesari di trasformarlo in luogo di ritrovo, sopraelevando la palazzina di un piano con terrazzo. Il Caffè, nel suo interno, è in stile liberty negli arredi, nelle grandi specchiere e nelle decorazioni dei soffitti. Nel 1996 è stato acquistato dalla Fondazione Carisap ed in seguito riaperto nel 1998 dopo un accurato restauro.

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